{"id":287,"date":"2024-01-01T07:03:13","date_gmt":"2024-01-01T06:03:13","guid":{"rendered":"https:\/\/vallivaldesi.chiesavaldese.org\/pinerolo\/?p=287"},"modified":"2024-01-07T22:06:39","modified_gmt":"2024-01-07T21:06:39","slug":"testo-dellazione-liturgica-della-vigilia-24-dicembre-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vallivaldesi.chiesavaldese.org\/pinerolo\/2024\/01\/01\/testo-dellazione-liturgica-della-vigilia-24-dicembre-2023\/","title":{"rendered":"Testo dell&#8217;azione liturgica della vigilia 24 Dicembre 2023"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"550\" height=\"550\" src=\"https:\/\/vallivaldesi.chiesavaldese.org\/pinerolo\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/01\/menorah-candelabro-a-sette-bracci-ebraism-1c-adesivo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-292\" srcset=\"https:\/\/vallivaldesi.chiesavaldese.org\/pinerolo\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/01\/menorah-candelabro-a-sette-bracci-ebraism-1c-adesivo.jpg 550w, https:\/\/vallivaldesi.chiesavaldese.org\/pinerolo\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/01\/menorah-candelabro-a-sette-bracci-ebraism-1c-adesivo-300x300.jpg 300w, https:\/\/vallivaldesi.chiesavaldese.org\/pinerolo\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/01\/menorah-candelabro-a-sette-bracci-ebraism-1c-adesivo-150x150.jpg 150w, https:\/\/vallivaldesi.chiesavaldese.org\/pinerolo\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/01\/menorah-candelabro-a-sette-bracci-ebraism-1c-adesivo-250x250.jpg 250w\" sizes=\"auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Testi di Gregorio Nazianzeno<\/strong> <strong> in occasione delle celebrazioni della nativit\u00e0 del 379\/380<\/strong> <strong>D.C.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questi testi sono degli estratti dalla serata di azione liturgica del 24 Dicembre, che richiamava la festa delle luci Hannukah.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Brano. 2<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAscoltate la voce divina\u2026Andate da Lui, siate illuminati e il vostro volto non si vergogni, perch\u00e9 sar\u00e0 segnato dalla luce vera. E\u2019 il tempo della rinascita: nasciamo dall\u2019alto. E\u2019 il tempo della nuova formazione: riprendiamo il primo Adamo. Non rimaniamo come siamo ma diventiamo ci\u00f2 che eravamo. \u201cLa luce risplende nella tenebra\u201d, cio\u00e8 in questa vita e in questa povera carne; essa \u00e8 perseguitata dalla tenebra, ma non \u00e8 afferrata, intendo dire dalla potenza del Nemico, che balz\u00f2 con impudenza su colui che sembrava Adamo, ma si scontr\u00f2 con Dio e fu sconfitto, affinch\u00e9 noi, deposta la tenebra, ci accostassimo alla luce e poi diventassimo luce perfetta, generazione della luce perfetta. Vedete quanto \u00e8 grande il dono di questo giorno? Vedete l\u2019efficacia di questo mistero?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Commento a cura di Ferdinando Raffaelli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dunque: \u201cLux lucet in tenebris\u201d, la luce risplende nell\u2019oscurit\u00e0. Il poeta libanese Kahlil Gibran scrisse: \u201cSe l\u2019inverno dicesse: ho nel cuore la primavera chi gli crederebbe?&#8221;. Tutti sappiamo che dopo l&#8217;inverno viene la primavera, ma difficilmente ci immaginiamo che nel cuore dell&#8217;inverno ci sia la primavera.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse tutti abbiamo esperienza che nei momenti pi\u00f9 difficili dell&#8217;esistenza possono giungere inaspettatamente elementi di cambiamento. Parti inedite che ci trasformano, un incontro, una parola nuova che riceviamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Accade anche quando cerchiamo di uscire dai nostri fallimenti, da vecchi schemi o abitudini che ci imprigionano. In quel momento, se ascoltiamo bene, sentiamo nascere dentro di noi una forza che desidera liberarci.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcosa di piccolo, di tenero, di fragile, che necessita di attenzioni per vivere e per crescere, come un neonato, una vita in potenza, un germoglio che ha bisogno di essere nutrito perch\u00e9 altrimenti muore, allo stesso modo di una relazione d\u2019amore che ha sempre bisogno di cura.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa nuova luce significa anche che \u201cfino ad allora siamo avanzati nell&#8217;oscurit\u00e0\u201d, che l\u2019oscurit\u00e0 \u00e8 parte di noi, \u00e8 dentro di noi. Tutti abbiamo luce e oscurit\u00e0 in noi, conta solamente da che parte decidiamo di agire.<\/p>\n\n\n\n<p>Pensiamo alla vita dei profughi che oggi fuggono dalla miseria o dalla violenza e alle tante donne incinte che attraversano il Sahara per partorire nei gommoni o nelle navi di soccorso e alcune di loro finiscono anche per morirci. Nel loro orizzonte non c&#8217;\u00e8 nessuna sicurezza e pochissima accoglienza, a stento riuscirebbero a trovare una grotta per rifugiarsi. Hanno molta paura ma anche un potente desiderio di vera pace. Donne e uomini in fuga che non si lasciano abbattere dall&#8217;oscurit\u00e0 e che desiderano, ardentemente e semplicemente, vivere assieme ai loro cari, liberi dalla violenza e dalla miseria. Forse \u00e8 questo l&#8217;inverno che ha nel cuore la primavera!<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 in questo nostro tempo travagliato che Ges\u00f9 porta luce nella nostra vita. Il Natale, il suo Natale \u00e8 un evento gioioso che giunge a noi come speranza di una vita migliore! \u201cMa la sua \u00e8 una storia che ha elementi di tragicit\u00e0\u201d. La storia di un giovane profeta itinerante, che \u201cnon ha un posto dove posare il capo\u201d e per casa ha la strada. Il luogo scelto dove incontrare coloro a cui predicare l\u2019avvento di un regno di pace e di giustizia. Un giovane predicatore che sar\u00e0 deriso, torturato e ucciso. La sua luce risplende ancora nelle tenebre di questo nostro mondo tormentato. Ges\u00f9 \u00e8 l\u2019esempio per coloro che non si lasciano abbattere dall\u2019oscurit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cRimani presso ciascuno di noi affinch\u00e9 la luce della tua parola illumini i nostri cuori\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Brano<\/strong> <strong>n.4<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Questa \u00e8 la nostra festa, questo noi oggi celebriamo: la venuta di Dio tra gli uomini, perch\u00e9 noi andiamo verso Dio o (questo \u00e8, senz\u2019altro, il modo pi\u00f9 appropriato di esprimersi) a lui risaliamo; affinch\u00e9 deponiamo l\u2019uomo vecchio e indossiamo il nuovo, e come siamo morti in Adamo, cos\u00ec viviamo in Cristo, nascendo con Cristo e con lui crocifissi, sepolti e resuscitati. E&#8217; necessario, infatti, che io subisca questo bel procedimento inverso: vale a dire, come i dolori sono venuti da una condizione iniziale felice, cos\u00ec dai dolori di adesso ritornino tutte le Cose pi\u00f9 belle. \u00abDove, infatti, il peccato ebbe il sopravvento, l\u00ec fu ancora pi\u00f9 forte la grazia\u00bb , e, se il gustare dell\u2019albero ci condann\u00f2, quanto pi\u00f9 ci giustific\u00f2 la passione di Cristo? Dunque celebriamo la festa, non una festa profana, ma divina, non secondo le regole del mondo, ma secondo quelle al di sopra di questo mondo; non celebriamo una nostra festa, ma quella. di colui che \u00e8 nostro, o piuttosto di colui che \u00e8 nostro Signore; non gli avvenimenti della nostra malattia, ma quelli della nostra guarigione, non quelli della nostra creazione, ma quelli della nostra seconda creazione.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Commento a cura di Cristina Di Fino<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Alla soglia del Chicco, ogni volta che la oltrepasso, giungono sempre i ragazzi ad accoglierci con allegria, cos\u00ec li chiamiamo ragazzi indipendentemente dall\u2019et\u00e0, sempre contenti di una visita. Vivono l\u00ec, con le loro difficolt\u00e0 fisiche e mentali, senza sottostare alla logica produttiva, o dell\u2019imparare qualcosa per forza, sono accettati cos\u00ec come sono. Alcuni si trovano l\u00ec perch\u00e9 la loro famiglia era povera, altri perch\u00e9 la povert\u00e0 \u00e8 stata l\u2019ignoranza, il non saper prendersi cura di qualcuno speciale, altri ancora perch\u00e9 la loro famiglia era ricca, anche i ricchi non sanno accettare un figlio definito tramite la sua malattia.<\/p>\n\n\n\n<p>Al Chicco, comunit\u00e0 dell\u2019Arca, fondata da Jean Vanier, c\u2019\u00e8 un assistente per ogni residente. Gli assistenti volontari provengono da vicino e da lontano, da quei paesi dove le leggi permettono l\u2019accoglienza, e chi rimane un mese, chi sei mesi, chi qualche anno, chi tutta la vita (come i responsabili della comunit\u00e0). Poi ci sono gli amici, chi dedica un giorno a settimana, chi qualche ora, chi un impegno pi\u00f9 consistente, chi solo una notte.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019angelo del Signore arriva cos\u00ec a rompere le regole del mondo, e per non lasciare nessuno da solo, crea una lunga catena umana, incessante, che dona vita, che attraversa il tempo e lo spazio.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella messa di Natale, dentro la grande sala, i figli dei responsabili del Chicco, sono abituati da neonati, a giocare con i ragazzi, i quali sembrano pi\u00f9 luminosi con i loro strumenti musicali, alcuni trasformati perch\u00e9 sorretti anche fisicamente dalla mano dell\u2019assistente che \u00e8 quasi invisibile ai pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad un Natale era presente anche Carlo, un padre oppresso da un grande peso, dal dover fare una terribile scelta. Poi c\u2019era anche Cataldo, un giovane volontario, che \u00e8 innamorato di un assistente, Carmen.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo qualche anno, a Cataldo, a 34 anni, sar\u00e0 diagnosticato, un tumore ai linfonodi accompagnato da un\u2019altra sentenza a vita: non avr\u00e0 mai figli. A Carmen, che nel frattempo si era sposata con lui, i dottori intimano di non fare figli, avendo lei un fratello con sindrome down, sono sicuri che passer\u00e0 la malattia al figlio. Carmen dir\u00e0 \u201cLa brutalit\u00e0 con cui i dottori hanno interpretato \u201cla scienza\u201d \u00e8 stata tremenda\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>In un Natale successivo tutti sono attorno ad una neonata con sindrome di down. Il miracolo lo spiega Carlo \u201cio l\u2019ho fatta nascere perch\u00e9 ci siete voi, perch\u00e9 sapevo che qui qualcuno poteva e potr\u00e0 aiutarci anche in futuro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi c\u2019\u00e8 Cataldo e Carmen, a cui l\u2019angelo del Signore ha suggerito di tentare di dare alla luce un figlio ed \u00e8 successo per ben tre volte e sono tutti sani.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo i dati del 2017 negli Stati Uniti il tasso di interruzione di gravidanza legato alla rilevazione di sindrome di Down \u00e8 pari al 67 per cento, in Francia al 77 per cento, nel Regno Unito al 90 per cento e in Danimarca al 98 per cento. Una silenziosa strage degli innocenti, o un\u2019eugenetica, un razzismo assassino che seleziona solo il \u201cpi\u00f9 forte\u201d. Queste diagnosi non sono precise al 100%, per una certa minima percentuale, \u00e8 errata, la strage avviene anche su bambini che sono \u201csani\u201d. Oggi dovrebbe essere di conoscenza comune che avere la sindrome di down, non \u00e8 condannare qualcuno ad una vita di stenti, come molti ignoranti guardando un diverso, affermano, ma \u00e8 avere una vita lunga, ricca e felice. Eppure anche questa \u00e8 scienza, che \u00e8 ignorata.<\/p>\n\n\n\n<p>Quante volte le nostre parole, le nostre relazioni hanno decretato la vita o la morte di altri?<\/p>\n\n\n\n<p>Queste storie sono tramandate da persone di fede ed \u00e8 stata scritta nel libro della mia vita, affinch\u00e9 io portassi testimonianza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Brano n. 5<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;E questo come avverr\u00e0? Non incoroniamo i vestiboli delle case con corone, non organizziamo danze, non adorniamo le strade, non pensiamo a offrire banchetti ai nostri occhi, o a incantare con i suoni il nostro udito, non rendiamo effeminato il nostro odorato con languidi profumi, non prostituiamo il nostro gusto, non compiacciamoci del tatto: queste sono le strade che conducono al vizio, questi sono gli ingressi del peccato Non infiacchiamoci con le vesti morbide e fluenti, il cui pregio maggiore e l\u2019inutilit\u00e0, con la trasparenza delle pietre preziose, con il luccichio dell\u2019oro, con gli artifici dei colori che alterano la bellezza. naturale e che sono stati escogitati contro l\u2019immagine di Dio. Non \u00abcon banchetti ed ebbrezze\u00bb, ai quali, lo so bene, si accompagnano accoppiamenti e impudicizia, poich\u00e9 di maestri dissoluti dissoluti sono gli insegnamenti, o piuttosto, da semi cattivi nascono piante cattive. Non costruiamo tavole elevate proteggendo il nostro ventre sotto la tenda della mollezza. Non teniamo in gran conto il profumo dei vini, le ricercatezze della cucina, le costosit\u00e0 degli unguenti. Che la terra e il mare non ci portino in dono il loro nobile sterco (ch\u00e9 questo \u00e8 il modo, infatti, in cui io son solito tributare il mio onore al lusso); non diamoci da fare per superarci a vicenda in dissolutezza: infatti per me la dissolutezza \u00e8 tutto ci\u00f2 che \u00e8 superfluo e inutile, mentre altri hanno fame e sono bisognosi, altri che sono nati dallo stesso fango e dalla stessa mescolanza nostra.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Commento a cura di Roberto Prinzio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Queste parole di Gregorio Nazianzeno\u00a0\u00a0 (Costantinopoli 379\/380 d.C.)<\/p>\n\n\n\n<p>Sono parole che fanno molto riflettere. Sono parole dure. <\/p>\n\n\n\n<p>Sono parole che forse oggi noi, permeati come siamo nel nostro linguaggio \u201cpoliticamente corretto\u201d, non oseremmo utilizzare, ma, fratelli e sorelle, non sono parole ipocrite,<\/p>\n\n\n\n<p>sono un monito, sono un\u2019esortazione, sono parole che percuotono, ora come allora, il nostro essere credenti, il nostro essere cristiani, il nostro essere protestanti<\/p>\n\n\n\n<p>E le luci festose della Costantinopoli di fine 300 d.C., come quelle delle nostre citt\u00e0 oggi offuscano quella che \u00e8 la vera luce, la luce del Cristo che \u00e8 nato.<\/p>\n\n\n\n<p>Benedici o Dio la tua parola<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Brano n.8<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p> &#8220;Ma noi, come ricevemmo la grazia di fuggire l\u2019errore della superstizione e di raggiungere la verit\u00e0 e di \u00abessere servi del Dio vivente\u00bb e vero e di elevarci al di sopra del creato, oltrepassando tutto quello che \u00e8 sottoposto al tempo e al primo moto, allo stesso modo cerchiamo di conoscere e di meditare sulle cose di Dio e sulle cose divine. Allora meditiamo cominciando da dove \u00e8 meglio cominciare. Ebbene, il miglior punto di partenza \u00e8 quello fissato da Salomone, il quale dice: \u00abInizio della sapienza \u00e8 acquistarsi la sapienza\u00bb. Cosa vogliono dire le parole: \u00abInizio della sapienza\u00bb? Il timore. Non bisogna cominciare, infatti, dalla contemplazione, per terminare nel timore, ch\u00e9 la contemplazione, se non ha freni, potrebbe anche spingerci nei precipizi; ma bisogna assumere come nostro primo elemento la paura e purificarsi, e, per dir cos\u00ec, assottigliarsi, in modo da sollevarsi poi a grandi altezze. Infatti, dove c\u2019\u00e8 il timore c\u2019\u00e8 l\u2019osservanza dei comandamenti, dove l\u2019osservanza dei comandamenti, la purificazione della carne da quella nube che oscura la anima e non le lascia vivere nella sua purezza il raggio della luce divina; dove c\u2019\u00e8 la purificazione c\u2019\u00e8 l\u2019illuminazione e l\u2019illuminazione \u00e8 l&#8217;appagamento del desiderio, per coloro almeno che tendono alle realt\u00e0 pi\u00f9 grandi, o alla realt\u00e0 pi\u00f9 grande, o a quella che \u00e8 superiore alla grandezza.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Commento a cura di Paolo Zebelloni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Proverbi 4,7 <em>\u00abIl principio della saggezza \u00e8: Acquista la saggezza; s\u00ec, a costo di quanto possiedi, acquista l&#8217;intelligenza\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sembra che, nel libro dei Proverbi, un libro molto, molto antico, la <em>sapienza<\/em>, che \u00e8 <em>saggezza,<\/em> sia un sostanziale sinonimo di <em>intelligenza<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel nostro tempo, questa sinonimia si \u00e8 persa, e l&#8217;<em>intelligenza<\/em> \u00e8 spesso considerata pi\u00f9 affine allo <em>studio<\/em>, alla <em>conoscenza<\/em>, all&#8217;<em>esercizio delle discipline<\/em>.<br>Ma \u00e8 poi proprio vero che &#8220;basta studiare&#8221; per essere &#8220;saggi&#8221;? La saggezza non viene invece da quanto la vita davvero sa insegnarci? E da quanto gli altri, i nostri prossimi, apportano alla nostra vita, ai colori che sanno aggiungere al dipinto della nostra esistenza?<\/p>\n\n\n\n<p>La saggezza \u00e8 ben altra cosa. Essa non si studia, ma si coltiva, con i dubbi, le domande e talvolta qualche tormento. Ci viene dal tempo in cui lasciamo scorrere la vita in noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testi di Gregorio Nazianzeno in occasione delle celebrazioni della nativit\u00e0 del 379\/380 D.C. 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